Come realizzare un progetto di Modellamento (Prima Parte)

Questa è la nostra traduzione originale di “How to do a Modelling Project”, di Penny Tompkins e James Lawley, pubblicato su www.cleanlanguage.co.uk. Ringraziamo gli autori per averci autorizzato a pubblicarla.

L’immagine di copertina è tratta da Daily NLP

In questa prima parte, ci sono tre di nove sezioni totali. Una volta pubblicato per intero, renderemo il testo disponibile in PDF.

Sezione 1 – Introduzione

Le seguenti sezioni sintetizzano oltre dieci anni di esperienza nel modellare, nel condurre progetti di modellamento formale e nell’insegnare il modellamento. Le nostre idee sono presentate come note di lavoro e linee-guida piuttosto che come un articolo finito. Intendiamo tenere aggiornate ed espandere queste note. Per favore, visita di nuovo questo sito e facci sapere se pensi ci sia qualcosa che andrebbe aggiunto. Tutti i nuovi contributi, naturalmente, saranno riconosciuti.

Contenuti
Sezione 1 – Introduzione
Sezione 2 – Imparare come si fa un progetto di modellamento
Sezione 3 – Definire un progetto di modellamento
Sezione 4 – Stage 1: Prepararsi a fare un progetto di modellamento
Sezione 5 – Stage 2: Raccogliere le informazioni
Sezione 6 – Stage 3: Costruire un modello
Sezione 7 – Stage 4: Testare il tuo modello
Sezione 8 – Stage 5: acquisire il modello
Sezione 9 – Bibliografia

Sezione 2 – Come fare un progetto di modellamento

Il tuo risultato (outcomes)


Se questo è il tuo primo tentativo di condurre una progetto di modellamento (magari stai seguendo un corso per diventare Master Practictioner), ricordati: il tuo obiettivo principale è prendere confidenza con le basi del modellamento in PNL. Ogni altra cosa che otterrai sarà un bonus, un qualcosa di più. Finchè non avrai completato il tuo primo progetto, dall’inizio alla fine, non saprai ciò che [questo processo] implica.

La prova che hai raggiunto il tuo risultato di “imparare a modellare” si esprimerà in quattro forme, e ciascuna dimostrerà un maggiore livello di competenza. Secondo noi, dimostrare di aver raggiunto i criteri minimi di seguito specificati soddisfa i requisiti per una certificazione di Master Practrioner in PNL. Ogni altro risultato è un bonus.
Il MINIMO è che tu:
(a) Dimostri di aver acquisito un modello di modellamento che ti permetta di:

  • Specificare, pianificare e implementare il tuo progetto di modellamento
  • Raccogliere informazioni appropriate per i risultati previsti dal progetto
  • Costruire e documentare un modello a partire dalle informazioni raccolte
  • Testare l’efficacia del modello nel riprodurre i risultati richiesti.
    (b) Descrivere la differenza che fa per te l’aver imparato il modello
    PREFERIBILMENTE, tu sarai anche in grado di dimostrare di saper usare il modello che hai costruito per riprodurre risultati simili a quelli ottenuti dalle persone che hai modellato (exemplars)
    POSSIBILMENTE, tu saprai dimostrare di poter ideare una strategia che permette ad altri di acquisire il tuo modello e saprai facilitarli in tale acquisizione.
    ALLA FINE, saprai dimostrare che coloro che hanno acquisito il modello tramite la tua strategia sono in grado di riprodurre risultati simili alle persone che hai modellato.

Perché modellare?

Siamo d’accordo con David Gordon e Graham Dawes quando dicono:

Il modellamento è una porta d’ingresso a un vasto deposito di esperienze e abilità umane, e ne permette l’accesso a chiunque voglia girare la chiave. Per chi si dedica al modellamento, ciò significa:

  • Accedere a una varietà in continua espansione di nuove esperienze e abilità.
  • Una sempre maggiore abilità di portare queste stesse esperienze e abilità agli altri
  • Una più precisa comprensione della struttura che sta alla base di esperienze e comportamenti indesiderati, in modo da sapere con precisione cosa cambiare in queste esperienze e comportamenti.
  • Una sempre maggiore flessibilità nella tua esperienza e nella capacità di risposta
  • Un crescente apprezzamento della bellezza che si trova nei modelli dell’esperienza umana.

Esiste un articolo eccellente, “Perché modellare?”  di Joshua M. Epstein,  tratto da suo discorso di apertura al Second World Congress on Social Simulation.

Imparare a modellare

Modellare, e imparare a modellare, sono processi altamente sistemici. Modella è un tipo di apprendimento, e quindi imparare a modellare vuol dire “imparare ad imparare”.

Ti renderai conto molto presto che modellare è un processo iterativo. Ovvero, i risultati di ogni attività alimentano (feed back into) altri processi, che vengono modificati dal nuovo input. I processi appena modificati forniranno suggerimenti (feed forward) per la prossima attività, che a sua volta darà un nuovo feedback. E così via. Ad esempio:

Scelgo un risultato per il mio progetto di modellamento. Ciò determina in larga parte l’informazione che estraggo dal mio primo esemplare. “L’insegnamento che ricaviamo da questa informazione cambia l’importanza (emphasis )del mio risultato (The learning that comes from gathering that information means I change the emphasis of my outcome). Sia il risultato “rivisto”, sia quanto si è appreso dalla prima raccolta di informazioni influenza il modo in cui otterrò informazioni dal secondo esemplare. Questo, a turno (a sua volta), può alerare il mio risultato, può aiutarmi a vedere lacune nell’informazione estratta dal primo esemplare, e certamente influirà su come raccoglierò informazioni dal mio terzo esemplare. E cosi via, e di nuovo…

Imparare a sentirsi a proprio agio con la non conoscenza, e sapere a cosa prestare attenzione tra una grande mole di informazioni: si tratta di prerequisiti per diventare maestri del modellamento, specialmente all’inizio di un progetto.

Cosa può essere oggetto di un progetto di modellamento?

In via generale, quasi ogni cosa che ti interessa o ti “prende” (excite) abbastanza da voler acquisire un altro modo di fare, essere, sentire, pensare, credere, ecc. Ti raccomandiamo di cercare qualcosa che farà davvero la differenza nella tua vita – e/o anche nella vita degli altri.

Va detto che ci sono alcuni limiti pratici (non ce ne sono sempre?):

  • Devi aver completato abbastanza del tuo modellamento da essere in grado di dimostrare ciò che hai imparato e la competenza acquisita alla fine del programma.
  • Devi poter osservare a sufficienza, nei tuoi modelli, ciò che intendi modellare

E devi ricordarti che il tuo proposito principale è dimostrare che stai imparando come modellare. Il progetto è il principale mezzo attraverso cui acquisirai quell’apprendimento e sarai quindi in grado di dimostrarlo.

Come minimo, devi dimostrare di saper modellare modelli (pattern) di:

  • comportamenti esterni
  • stati interni
  • processi interni

Una della parti più interessanti del processo sarà quella di selezionale le dimensioni degli elementi (chunk size) del progetto. Il che richiederà la capacità di bilanciare il tuo desiderio di acquisire qualche abilità complessa (big chunk skill) con le risorse e il tempo disponibili. Come regola generale, chi è agli inizi del modellamento tende a sovrastimare i risultati che può raggiungere (ad esempio, affrontano elementi di dimensioni eccessive rispetto alle loro capacità), e al tempo stesso sottovalutano l’importanza di modellare in profondità un “pezzetto” (chunk) più piccolo del processo.

Va bene iniziare con un grosso obiettivo e poi raffinarlo man mano che il progetto avanza. Infatti, è facile non riuscire a scoprire “la differenza che fa la differenza” (Gregory Bateson) finché non si approfondisce bene il processo. Ma una volta che lo scopri, quel pezzo dovrebbe diventare il focus per la parte rimanente del progetto.

Sezione 3 – Definire un progetto di modellamento

Cosa  è un progetto di modellamento?

Il modellamento è un processo nel quale un osservatore, ossia il modellatore, estrae informazioni riguardo l’attività di un sistema con l’intenzione di costruire una descrizione generalizzata (un modello) di come quel sistema funziona. Il modello può poi essere usato dal modellatore e da altri per  dare forma a (inform) decisioni e azioni. L’obiettivo del modellamento è identificare un “cos’è” e come questo “cos’è” funziona, senza influenzare ciò che si sta modellando. Il modellatore deve avere all’inizio una menta aperta, un foglio bianco, e l’obiettivo di scoprire il modo in cui un sistema funziona – senza tentare di cambiarlo. [Nota: Siamo consapevoli che si tratta di un risultato impossibile,  dal momento che l’osservatore –per il semplice fatto di osservare – inevitabilmente influenza la persona osservata. In ogni caso, noi ci riferiamo all’intenzione del modellatore di non influenzare].

Steven Pinker in “How the Mind Works” (p.21) [trad. It. “Come funziona la mente, Mondadori 2002”] utilizza un’analogia dal mondo degli affari per definire la psicologia, ma la stessa analogia va benissimo anche per descrivere il processo di modellamento:

La psicologia è una sorta di ingegneria inversa (engineering in reverse).  Nell’ingegneria tradizionale, o “in avanti” (forward-engineering), io disegno una macchina affinché questa faccia qualcosa, raggiunga uno scopo; nell’ingegneria inversa, io cerco di capire per quale scopo è stata disegnata quella macchina. L’ingegneria inversa  è quel che fanno i  tecnici della Sony quando esce un nuovo prodotto della Panasonic, o viceversa: ne comprano uno, se lo portano in laboratorio, prendono un cacciavite e cercano di capire a quale scopo sono fatte le varie parti e come sono state messe insieme per far sì che il prodotto funzioni.

Pinker non ci sta dicendo che le persone sono come le macchine. Ci sta dicendo che il processo dei modellamento del linguaggio, del comportamento e della percezione umani possono essere paragonati al processo di ingegneria inversa.

Quando il “sistema” che si sta osservando è una persona, ciò che di solito viene modellato è un comportamento che può essere visto o ascoltato (modellamento sensoriale), oppure processi di pensiero che vengono descritti attraverso il linguaggio (modellamento concettuale).  Scoprire come un grande giocatore di tennis effettua il servizio è un esempio di modellamento sensoriale, mentre identificare le sue convinzioni e le sue strategie vincenti è un esempio di modellamento concettuale.

Il settore di studi della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) nacque come risultato di numerosi progetti di modellamento condotti da Richard Bandler e John Grinder. In collaborazione con Judith Delozier, Leslie Cameron-Bandler, David Gordon, Robert Dilts e altri, fecero molto (gran parte) del lavoro originario per codificare gli ambiti dei processi di modellamento, sia sensorio che concettuale.

Abbiamo usato il modellamento sensorio e concettuale per studiare David Grove al lavoro; e come risultato abbiamo scoperto una nuova strategia di modellamento mai documentata prima, che abbiamo chiamato Modellamento Simbolico. [vedi anche: “Metaphors in Mind: Transformation through Symbolic” Modelling di James Lawley and Penny Tompkins; trad. It MENTE E METAFORE: MODELLAMENTO SIMBOLICO E TRASFORMAZIONE, Gruppo Editoriale Infomedia, 2003)

Definizione dei termini utilizzati

 

Result Risultato un esito riproducibile che possa essere descritto in termini sensoriali specifici.
The model Il modello Una formulazione astratta costruita a partire dalle informazione estratte tramite modellamento del modello o dei modelli. Tale formulazione, se messa in atto da qualcuno che l’abbia acquisita, produce risultati dello stesso genere

Exemplar

Colui (o coloro) che viene modellato

La persona (oppure il gruppo, o l’organizzazione) che raggiunge costantemente i risultati che il modellatore sta cercando di riprodurre (nei primi tempi della PNL, è stato a volte confuso con il modello).

Modeller

Modellatore

Colui che ottiene informazioni dalla persona modellata, costruisce il modello e ne testa la sua efficacia, eleganza ed etica nel riprodurre risultati simili (di solito acquisendo in prima battuta loro stessi quel modello, e successivamente aiutando altri ad acquisirlo)

Acquirer

Colui che acquisisce il modello

Una persona che “indossa” il modello e prova a riprodurre risultati simili a quelli ottenuti dalla persona modellata. Di solito il modellatore è tra quelli che acquisiscono il modello

Modeling

Modellamento

Il processo di: estrarre informazioni da chi viene modellato; costruire un modello; e testarne l’efficacia nel riprodurre risultati simili (ciò richiede qualcuno che acquisisca il modello)

Modeling Project

Progetto di modellamento

Comprende sia il progetto per giungere alla produzione e all’acquisizione di un modello, sia la realizzazione di quel piano. Distinguiamo cinque fasi (vedi diagramma in basso):

1.      Prepararsi a modellare

2.      Estrarre le informazioni

3.      Costruire il modello

4.      Testare il modello

5.      Acquisire il modello

 

Self-Modeling

Auto-modellamento

Il processo con cui una persona costruisce un modello di come egli stesso raggiunge i risultati che ottiene. Facilitare l’auto-modellamento nella persona che viene modellata – nella fase 2 – spesso si rivela un modo molto efficiente per estrarre informazioni. Nella fase 3 e 4, il modellatore si auto-modella per rendere esplicite le informazioni acquisite inconsciamente. Durante la fase 5, colui che acquisisce il modello può auto-modellarsi per monitorare la propria reazione all’acquisizione di un modello non familiare.

Nota: è un momento illuminante, quello in cui afferriamo pienamente le implicazioni della frase di Michael Brean: “Tutto il modellamento è auto-modellamento”  (1993, presso il London NLP Group)

 

Le cinque fasi di un progetto di modellamento

Modalità universali o fondamentali attraverso cui gli esseri umani danno senso al mondo.

Il concetto di “esperienza” è un insieme unificato. Prima ancora di essere consapevoli della nostra mappa del mondo, noi creiamo categorie, valutiamo, facciamo paragoni, decidiamo, ragioniamo, abbiamo intuizioni, ecc… Tutti questi  processi richiedono da parte nostra processi di cancellazione, distorsione e generalizzazioni (Bandler & Grinder). Il modo più comune di farlo è utilizzare un dominio – di solito la nostra esperienza quotidiana del mondo fisico – per dare senso a un altro dominio, di solito il mondo non fisico. In altre parole, usiamo metafore (Lakoff & Johnson). Le metafore usate più di frequente, e che sembrano formare la base di tutti i linguaggi, sono:

Termine originale

Traduzione italiana

definizione

Space

Spazio

Posizione relativa

Time

Tempo

Sequenza di eventi definiti da un prima, un durante e un dopo

Sequenza schematica di un evento (es: test, innesco, soglia, indizio [ingresso])

Form

Forma

Gli attributi o le qualità attraverso cui qualcosa viene percepito e, al tempo stesso, distinto da altre cose. Ovvero, è il modo in cui quel qualcosa viene conosciuto e riconosciuto.

Perceiver

Colui che percepisce, osservatore

Chi sta percependo qualcosa. Per fare questo, ha bisogno di “strumenti per percepire”, (vista, udito, tatto e altri modi di rilevazione) e un “punto di percezione” (da dove la percezione viene percepita).  Quindi, chi sta percependo qualcosa è sempre in una qualche relazione con la forma di ciò che sta percependo [e] all’interno di un contesto dato (tempo e spazio).

Chi percepisce-ciò che viene percepito-relazione-contesto (Modello PPRC[link])

(nota: questo modello è la nostra sintesi tra quello di David Grove – “Relazione tra osservatore e osservato” – e quello di John McWhirter – modello “From-to-in”)

Levels

Livelli

I livelli [link] sono strumenti per organizzare l’esperienza in una qualche gerarchia. Per questo, ci si riferisce ad essi di solito come “livelli di” qualcosa: Apprendimento, Organizzazione, Astrazione,  Spiegazione, ecc.

 

 

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